L’università come motore della crescita economica e fabbrica degli occupati

November 3rd, 2014

logo843537

L’articolo pubblicato oggi su La Stampa, intitolato “Ricercatori precari a vita solo uno su cento ce la fa“, sottolinea ancora una volta la situazione disastrosa dell’università italiana. La cosa triste è che notizie come questa, o come quelle di concorsi universitari truccati o test d’ingresso invalidati, passano ormai inosservate all’opinione pubblica. Nessuno reagisce, come se ormai si fosse superato il punto di non ritorno. Molti pensano che non sia colpa di nessuno e che nessuno possa far qualcosa per salvare il sistema universitario italiano, perché ormai per fare ricerca servono grandi infrastrutture e risorse ingenti, quindi non possiamo competere con nazioni più ricche, ecc… Non è vero, non è affatto vero. La situazione attuale è la conseguenza di una successione di scelte sbagliate e di mancanza di visione a lungo termine. Esistono vie d’uscita e, a questo proposito, vorrei riportare alcune riflessioni del Prof. Giorgio Margaritondo, che mi hanno colpito e condivido.

L’università come motore della crescita economica e fabbrica degli occupati: un nuovo patto con l’Italia

Giorgio Margaritondo

Questa è la presentazione di una visione utopistica. Come giustificarla? Con il fatto che, per spiegare chiaramente un’idea in totale contrasto con la situazione attuale, è talvolta preferibile usare un’utopia. Non ci si deve preoccupare delle condizioni presenti né degli ostacoli che l’idea incontrerà, e occorre introdurla in forma non edulcorata. La chiarezza della descrizione fornisce un solido riferimento per la futura realizzazione pratica, che spesso esigerà dei compromessi.

L’idea utopistica qui trattata è una nuova scala di priorità nella missione delle università italiane. Si noti che “utopistica” non significa “irrealistica”. Al contrario, quest’idea è realizzata concretamente in molti altri paesi, e lo è stata anche in Italia in un remoto passato. Essa è “utopistica” solo nell’attuale situazione nazionale.

Read the rest of this entry »

Ristorante: La Cava

November 2nd, 2014

La Cava, 939 2nd Avenue, New York, NY 10022

PRO: locale carino, musica piacevole, happy hour con prezzi ragionevoli.

CONTRO: la cucina è piccola, ricavata nel fondo del locale e chiunque sappia accendere un fornello e rompere un uovo può tranquillamente eguagliare la bravura del cuoco.

COSTO: $74 (mancia esclusa) in 4, per 1 cocktail, 2 succhi di frutta, 4 brunch specials e 1 dessert.

CI TORNERO’?: credo di sì, ma solo per un bicchiere di vino.

Lasceresti tuo figlio giocare?

October 14th, 2014

Tebow_concussion_helmet_to_helmet_contact_0

Con la domanda del titolo si conclude l’articolo di Sean Gregory sul Time di questa settimana. Tra il 26 Settembre e il primo Ottobre, tre ragazzi (uno di 16 anni, due di 17) sono morti giocando a football con la squadra della scuola. Otto studenti di scuola superiore sono morti giocando a football nel 2013. E’ assurdo. E’ lo sport più popolare in America e non verrà di certo proibito, ma spero saranno sempre più genitori a dire di no ai propri figli. L’articolo riporta anche alcuni commenti di professori di neurologia e neurochirurgia, che spiegano che il cervello di un sedicenne si sta ancora formando ed è più vulnerabile di quello di un adulto durante i placcaggi. I muscoli del collo sono poi meno sviluppati di quelli dei giocatori del college e dei professionisti NFL, aumentando il rischio di concussioni cerebrali. Il tasso con cui queste ultime si verificano nel campionato delle scuole superiori è  infatti il 78% maggiore che nel campionato dei college. Non sono un esperto di rugby, ma mi chiedo se esista lo stesso problema, tanto più che si gioca senza le protezioni del football.

Saranno i consumatori a perdere la guerra dei taxi?

October 5th, 2014

UBERInteressante articolo di Catherine Rampbell sul possibile impatto nel lungo termine dei nuovi servizi di trasporto a pagamento (Uber e Lyft nello specifico). Quali saranno i costi sui consumatori se le città lasceranno proliferare un numero sempre maggiore di pseudo taxi? Secondo l’autrice, i consumatori finiranno col barattare un monopolio per un altro, molto meno regolato.

Di nuovo su Wired

October 2nd, 2014

p.txt

Sul numero di settembre di Wired è uscito un mio articolo (clicca qui per leggerlo) su Chiara Giovenzana, una in gamba. Il testo è stato tagliato un po’ per far spazio alla foto, ma le parti principali sono rimaste. Era da quando era direttore Riccardo Luna che non scrivevo su Wired. Speriamo sia un nuovo inizio.

Proviamo a ripartire

October 1st, 2014

Ho deciso di riaprire Tesla. Sono passati 34 mesi dall’ultimo post (nel frattempo mi è anche capitato di incontrare Alessandra, la protagonista dell’ultimo post) e sono successe tante cose. Sicuramente avrò meno tempo di prima da dedicargli, ma un po’ mi manca, quindi ci provo. Farà compagnia al mio nuovo sito personale, che finalmente è online.

L’acchiappa biomarcatori

December 2nd, 2011

Incollo sotto l’articolo uscito due giorni fa per La Stampa (cliccate qui per scaricare la pagina del quotidiano in pdf). Parla della professoressa Alessandra Luchini, quest’anno nella lista dei Brilliant 10 di Popular Science.

Clicca per continuare a leggere

Ristorante: Michael Jordan’s Steak House

December 2nd, 2011

Michael Jordan’s Steak House, 505 North Michigan Avenue, Chicago, IL 60611

PRO: la bistecca era molto buona, il locale è bello.

CONTRO: se uno si aspetta di vedere quadri e gadget in tema pallacanestro, rimane deluso perché è un ristorante, non è l’NBA store.

COSTO: $165 (mancia inclusa) in 2, per 4 birre, 1 bistecca da 1,1 Kg da dividere, 1 contorno e 1 dolce.

CI TORNERO’?: forse sì perché c’è anche a New York.