Archive for the ‘Politica’ Category

Reshma Saujani

Tuesday, August 24th, 2010

Reshma Saujani ha 34 anni e potrebbe diventare la donna più giovane nel Congresso (diciamo l’equivalente della Camera dei Deputati) americano. Prima deve vincere le primarie del 14 Settembre contro un’icona del partito democratico newyorkese, Carolyn Maloney. Reshma è di origini indiane, figlia di rifugiati politici scappati dall’Uganda durante il regime di Idi Amin. Reshma, partita dal nulla, si è laureata in Scienze Politiche all’Università dell’Illinois, ha preso un master in amministrazione pubblica ad Harvard e un dottorato in legge a Yale. Reshma incarna il sogno americano. Nel video sul suo sito, Reshma dice di credere che “good people can really change Washington”. I bravi possono cambiare le cose ovunque. Gli Americani l’hanno capito da molto tempo e Reshma potrebbe farcela. Anche se non voto, io sono con lei.

Due cose sul presidente

Thursday, August 19th, 2010

Christian Rocca, uno dei pochi giornalisti italiani che si toglie il paraocchi prima di scrivere di questioni americane, fa il punto sul presidente Obama per Il Sole 24 Ore.

A proposito di ricambio generazionale

Thursday, August 19th, 2010

Dopo aver letto questo articolo di Ainis su La Stampa di oggi, le parole di Bossi sulle elezioni anticipate mi entrano da un orecchio e mi escono dall’altro. Chissenefrega se si vota quando si sa già che verranno eletti gli stessi parlamentari?

Cose che la stampa non dice

Saturday, June 26th, 2010

Con la cattura di Giuseppe Falsone sale a 25 il numero dei latitanti arrestati nella lista dei 30 più ricercati al momento dell’insediamento del Governo. La settimana scorsa, quando ho conosciuto l’On. Roberto Maroni in visita a New York, erano ancora 24. A me molte azioni di questo Governo non piacciono, ma ci sono alcuni ministeri che stanno lavorando in modo eccellente. Quello dell’Interno è tra questi, anche se i media non parlano molto dei successi della polizia. Nei circa 2 anni in cui Maroni è  stato Ministro “sono stati arrestati in media 8 mafiosi al giorno, inclusi sabato, domenica e feste comandate”, ha raccontato a me e agli altri Italiani presenti all’incontro organizzato per lui al Consolato.

Le mosse più importanti, però,  secondo me sono quelle finalizzate ad attaccare il patrimonio della criminalità organizzata. Ad esempio, la vecchia legge sulla confisca dei beni stabiliva che questi venissero restituiti una volta che veniva meno la pericolosità dell’imputato. Questo faceva sì che se un criminale moriva in carcere, tutto tornava alla famiglia. Oggi non più, è bastata una piccola modifica alla legge e i comuni adesso possono usufruire immediatamente dei patrimoni confiscati. E’ cambiato anche il modo di gestire le aziende confiscate alla mafia. Prima si affidavano o ad un funzionario del tribunale che non sapeva come gestirle, o ad un commercialista che aveva il compito di controllare i conti per stimarne il valore. Il risultato era che le aziende venivano sempre chiuse e la gente che rimaneva senza lavoro inevitabilmente pensava che si stava meglio quando c’era la mafia. Le nuove procedure invece distinguono tra aziende che servivano solo per il riciclaggio di denaro, che vengono chiuse, aziende che facevano profitti perché la concorrenza era “vietata”, che vengono esaminate per capire se possono farcela da sole e aziende solide, che continuano la loro attività. Sono piccole azioni, che però portano a grandi miglioramenti. Mi dispiace che la stampa non dia risalto a queste cose, ma preferisca dar fiato ad esempio alle polemiche sui pentiti (mai affidabili) che fanno il nome del Presidente del Consiglio.

A proposito, Maroni era a New York per intervenire all’ONU sul tema della sicurezza e la lotta al crimine organizzato. Un tema su cui l’Italia è considerata tra i Paesi più esperti.

Obama in caduta libera

Friday, June 4th, 2010

I dati qui sopra mostrano come il gradimento di Obama stia andando a picco settimana dopo settimana. Forse avevano ragione i sostenitori della Clinton alle primarie democratiche che dicevano che l’esperienza conta e Obama non ne aveva. Dopo la riforma sanitaria, che è stata una vittoria politica, ma una grande delusione nei fatti, Obama sta facendo un’altra pessima figura con la perdita di greggio nel golfo del Messico. Lui che era quello bravo a risolvere i problemi, che (giustamente) criticava la gestione di Katrina dell’amministrazione Bush,… adesso sembra bravo solo ad organizzare le feste alla Casa Bianca. La sensazione che ho è che se non “tira fuori le palle”, come ci diceva l’allenatore di basket, i democratici perderanno le elezioni di Novembre e lui non verrà rieletto. Per fortuna, nonostante le promesse elettorali, la strategia militare è rimasta quella di Bush e la lotta al terrorismo continua. Forza Obama, facci vedere quello che avevi promesso. Come dimostrano i dati qui sotto (vedi Reagan), nulla è perduto.

Regionali 2010

Tuesday, March 30th, 2010

Come per ogni tornata eletterole, mi piace dare un’occhiata ai risultati della mia regione, le Marche. In genere sono molto prevedibili e anche stavolta gli equilibri non sono cambiati, con la conferma dell’uomo di fiducia del gruppo Merloni a governatore e più o meno le solite percentuali per i vari partiti. Vorrei soffermarmi però su alcune curiosità. Insieme alla Campania e alla Lombardia, le Marche sono l’unica regione in cui Rifondazione Comunista aveva un proprio candidato. In Campania l’ex ministro Ferrero ha preso l’1,35%, in Lombardia il no-global Agnoletto ha preso il 2,36%, invece nelle Marche Rifondazione Comunista ha preso il 3,87% e la coalizione, che comprende anche il 2,64% di Sinistra Ecologia e Libertà (che nome!?!), ha preso il 7,11%, piazzando due consiglieri, entrambi eletti in provincia di Ancona.  Anche la Lega Nord, col 6,32%, ha eletto due consiglieri, uno in provincia di Macerata, uno in quella di Pesaro Urbino. Capisco al nord dove la Lega è diffusa sul territorio, ma nelle Marche, tra l’altro sotto il confine della Padania, non ho mai sentito nominare la Lega. Mah?!? La provincia di Ascoli, che di solito è molto sbilanciata a destra, non è riuscita a far eleggere neanche un consigliere a La Destra, che si è fermata all’1,27%. Che volete, le Marche sono belle perché sono varie. Come disse Giosuè Carducci in un discorso a Recanati in occasione del primo centenario della nascita di Leopardi:

« … così benedetta da Dio di bellezza di varietà di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che arridono… »

A livello nazionale, mi mette tristezza che il figlio di Bossi sia stato eletto. Non tanto per la scelta di candidarlo nonostante non sia “una cima” (come si dice dalle mie parti), ma per il fatto che ha preso un numero molto alto di preferenze nella sua circoscrizione. Pensavo gli elettori protestassero contro questo atto di puro nepotismo, invece… Non c’è niente da fare, se in Italia vogliamo la meritocrazia, bisogna introdurla geneticamente in un virus e fare ammalare tutta la popolazione.

Condivisibile

Friday, March 5th, 2010

Stamattina mi trovo d’accordo con questa analisi di Christian Rocca:

C’è qualcosa che non torna. Da mesi leggo articoli editoriali e analisi sul Pdl secondo cui, più o meno, intorno al Capo ci sarebbe soltanto una corte di smandrappati ed esagitati e corrotti. L’unico personaggio serio affidabile e presentabile, secondo questa tesi molto ben diffusa e con qualche ragione evidente, sarebbe il cofondatore Gianfranco Fini. C’è il pensatoio di Fini, Fare Futuro, c’è la mia amica Sofia Ventura, ci sono gli ex radicali che non hanno perso il lume della ragione, come Benedetto Della Vedova, c’è la destra laica, conservatrice, liberale, europea. E’ tutto un fiorire di convegni, di centri studi, di distinguo in punta di Hayek dai cortigiani di Bokassa e così via. Poi, però, il sofisticato prodotto politico di questo grande fermento culturale, intellettuale e di coolness è una sindacalista della (ex) Cisnal creata da Ballarò che canta “come può uno scoglio”. Mah.

Quando parla della canzone si riferisce a questo episodio. A proposito, per chi non lo sapesse, Christian Rocca non è più corrispondente de Il Foglio da New York, ma si è trasferito a Milano e dal primo Marzo lavora a Il Sole 24 Ore (se leggi, buona fortuna per il nuovo lavoro!)

Reconciliation

Thursday, March 4th, 2010

Ieri il Presidente Obama ha dato il via a quello che probabilmente sarà l’ultimo atto della riforma sanitaria. “Credo che il Congresso debba al popolo americano un voto definitivo sulla riforma sanitaria”, ha detto durante un discorso di 20 minuti alla Casa Bianca.  Al convegno della scorsa settimana dedicato alla riforma, i repubblicani avevano chiesto di ricominciare da capo, ma sarebbe la fine, visto che i democratici non hanno più la maggioranza di 60 voti al Senato. L’unica strada, anche se Obama non ha nominato la parola esplicitamente, è quella della “reconciliation”, cioè la Camera deve approvare il testo del Senato, il quale apporterà le ultime modifiche decise insieme ai democratici della Camera e potrà approvare la riforma con una maggioranza relativa, senza i famosi 60 voti. Obama ha chiesto l’appoggio di tutti i democratici, ma alcuni alla Camera non sono contenti e chiedono garanzie, per essere sicuri che al Senato verranno fatti gli ultimi aggiustamenti e che alla fine ci saranno abbastanza voti per far passare la riforma. Obama vuole concludere in poche settimane. La vedo dura.

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