Come per ogni tornata eletterole, mi piace dare un’occhiata ai risultati della mia regione, le Marche. In genere sono molto prevedibili e anche stavolta gli equilibri non sono cambiati, con la conferma dell’uomo di fiducia del gruppo Merloni a governatore e più o meno le solite percentuali per i vari partiti. Vorrei soffermarmi però su alcune curiosità. Insieme alla Campania e alla Lombardia, le Marche sono l’unica regione in cui Rifondazione Comunista aveva un proprio candidato. In Campania l’ex ministro Ferrero ha preso l’1,35%, in Lombardia il no-global Agnoletto ha preso il 2,36%, invece nelle Marche Rifondazione Comunista ha preso il 3,87% e la coalizione, che comprende anche il 2,64% di Sinistra Ecologia e Libertà (che nome!?!), ha preso il 7,11%, piazzando due consiglieri, entrambi eletti in provincia di Ancona. Anche la Lega Nord, col 6,32%, ha eletto due consiglieri, uno in provincia di Macerata, uno in quella di Pesaro Urbino. Capisco al nord dove la Lega è diffusa sul territorio, ma nelle Marche, tra l’altro sotto il confine della Padania, non ho mai sentito nominare la Lega. Mah?!? La provincia di Ascoli, che di solito è molto sbilanciata a destra, non è riuscita a far eleggere neanche un consigliere a La Destra, che si è fermata all’1,27%. Che volete, le Marche sono belle perché sono varie. Come disse Giosuè Carducci in un discorso a Recanati in occasione del primo centenario della nascita di Leopardi:
« … così benedetta da Dio di bellezza di varietà di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che arridono… »
A livello nazionale, mi mette tristezza che il figlio di Bossi sia stato eletto. Non tanto per la scelta di candidarlo nonostante non sia “una cima” (come si dice dalle mie parti), ma per il fatto che ha preso un numero molto alto di preferenze nella sua circoscrizione. Pensavo gli elettori protestassero contro questo atto di puro nepotismo, invece… Non c’è niente da fare, se in Italia vogliamo la meritocrazia, bisogna introdurla geneticamente in un virus e fare ammalare tutta la popolazione.