Archive for the ‘Cinema’ Category

Ma chi sssei!

Thursday, August 12th, 2010

Il New York Magazine, uno dei migliori settimanali americani, qualche numero fa ha dedicato la storia di copertina all’attore James Franco, l’amico di Peter Parker in Spider Man. L’articolo, che ho appena finito di leggere, è disponibile qui e racconta dell’iperattività di Franco, che, oltre a recitare, da qualche tempo ha iniziato a studiare cinema e scrittura creativa in varie università simultaneamente, a creare opere di arte contemporanea, a scrivere racconti, ecc… mi domando per quanto ancora gli reggerà il fisico. L’articolo è piacevole, ma un po’ troppo lungo.

Neurocinematics su Radio 24

Thursday, May 27th, 2010

Nel corso della puntata del 15 Maggio della trasmissione “La rosa purpurea” di Franco Dassisti su Radio 24 ho parlato di Neurocinematics, l’applicazione della risonanza magnetica per misurare l’effetto di un film sul cervello dello spettatore. Chi fosse interessato, può scaricare il file mp3 a questo link. Il mio intervento inizia al minuto 18:20.

Neurocinematics

Friday, April 2nd, 2010

Oggi è uscito il nº 14 di Wired, con un mio articolo che parla dell’applicazione della risonanza magnetica per l’analisi dell’impatto di un film sugli spettatori. Potete leggerlo online (clicca qui), oppure nel contesto grafico originale, scaricando il pdf con le pagine scansionate (clicca qui). E’ un articolo che ha una lunga storia, che voglio raccontare qui. Tutto è iniziato dopo aver assistito ad un seminario del Prof. Heeger su Neurocinematics nell’Ottobre del 2008. Ne ero rimasto affascinato così, nella primavera del 2009, di passaggio a Milano, proposi l’articolo alla redazione di Wired. Poco dopo intervistai Heeger e Hasson alla New York University e in estate consegnai una prima versione dell’articolo, molto accademica, con più dettagli sulla tecnica e gli esperimenti rispetto alla versione finale. Come bonus per il lettori interessati ad un approfondimento, ho caricato la prima versione a questo link. Siccome l’articolo scientifico sulla tecnica Neurocinematics era uscito nel 2008, con i responsabili di Wired decidemmo di aspettare qualche evento particolare prima di pubblicarlo (ad esempio un nuovo esperimento, o la collaborazione con qualche regista). A Gennaio è uscito questo articolo su Wired USA che ci ha fatto conoscere l’azienda MindSign. Era il segnale che aspettavamo: mi hanno chiesto di riscrivere l’articolo combinando la parte accademica con quella commerciale e il risultato è la versione pubblicata. Dopo tanto lavoro, spero vi piaccia!

Bye Corey

Thursday, March 11th, 2010

Corey Haim, teen idol degli anni ‘80, è stato trovato morto ieri nell’appartamento della madre. Si pensa la causa sia un’overdose accidentale. Chi è nato negli anni ‘70 come me, non può non ricordare lui e il coetaneo Corey Feldman. I due hanno fatto coppia fissa per qualche anno, tanto da diventare noti come “The Two Coreys“. Problemi di droga avevano tenuto Haim lontano dal grande schermo, ma recentemente sembrava essersi ripreso e aveva ricominciato a recitare. Riposa in pace.

Oscars

Monday, March 8th, 2010

All’ottantaduesima notte degli Oscar ha trionfato The Hurt Locker, un film che voglio vedere al più presto. Lo show non mi ha fatto impazzire, nonostante Steve Martin sia uno dei miei preferiti, ma probabilmente è perché quest’anno conoscevo pochi dei film in gara. Facevo il tifo per Jeff Bridges e sono contento abbia vinto. Per fortuna Avatar non ha preso il premio per il miglior film, anche se è vero che ha dato il via a quello che credo sarà il cinema del futuro (il 3D intendo, non il genere).

Bellissimo quando Mauro Fiore (vedi il video sopra) ha mandato un saluto all’Italia, mentre ritirava l’Oscar per la miglior fotografia. Mi commuove sempre vedere quanto i figli degli immigrati italiani negli Stati Uniti siano legati al loro Paese di origine. Mi commuove quando confronto il loro amore con i comportamenti della classe dirigente Italiana, o con i commenti avvelenati di molti Italiani all’estero, o con quello che l’Italia dà in cambio a questa gente. Gli italo-americani hanno contribuito alla crescita economica, sia con i soldi che mandavano alle famiglie rimaste in Italia, sia con l’export di prodotti tipici, che ormai è diventato un mercato enorme. Cosa hanno ricevuto in cambio?

Avatar

Friday, January 22nd, 2010

Ieri sono andato a vedere Avatar. Mi è piaciuto, ma solo per gli effetti speciali. La storia è di una tale banalità e così piena di luoghi comuni, che sono convinto che il regista aveva in mente il botteghino mentre scriveva la sceneggiatura. Mi spiego meglio. L’idea di fondo è OK: un pianeta dove piante e animali sono connessi in un unico grande ecosistema (sul genere Gaia) e gli umani che inventano gli avatar per poter comunicare con gli indigeni. La trama fa pena: un misto fra Pocahontas e Indio (ricordate il mitico Marvelous Marvin Hagler?), con personaggi stile Rambo. Sarebbe bastato approfondire la parte scientifica, ad esempio con qualche spiegazione sul macchinario che permette agli umani di comandare l’avatar con la mente, o sulla biologia del pianeta, per farne un film molto più interessante.

La banalità della trama, ripeto, secondo me deriva da una scelta di marketing, per catturare il maggior numero possibile di spettatori. Ne sono convinto, perché la produzione del film Avatar di banale ha molto poco. James Cameron e i suoi consulenti hanno creato il nuovo pianeta (Pandora) nei minimi dettagli, inventando perfino una nuova lingua, che gli attori hanno dovuto imparare (date un’occhiata a Pandorapedia). Non solo, per la prima volta i personaggi generati al computer mi sono sembrati reali e questo grazie a dei nuovi effetti speciali inventati per l’occasione. Dimenticavo, nonostante il film sia in 3D e duri circa due ore e mezzo, non si esce dal cinema con il mal di testa (né si debbono indossare i fastidiosi occhiali rosso-blu di cartone, ma un paio di plastica che assomiglia ai Ray-Ban Wayfarer). Questo è oggi possibile grazie al regista, che nel 2000 andò alla Sony per convincerli ad inventare una nuova generazione di videocamere digitali 3D. Insomma, dietro Avatar c’è molto! A proposito, c’è anche un Italiano, Mauro Fiore, direttore della fotografia.

Cuore matto

Monday, January 18th, 2010

Oggi era festa all’università e ne ho approfittato per andare a vedere il film “Crazy Heart“. Non lasciatevi ingannare dalla chitarra nella locandina e dal titolo: la famosa canzone di Little Tony non c’entra nulla! Però la musica ha un ruolo fondamentale nel film, che racconta della redenzione di un cantante country a fine carriera. A me il film è piaciuto moltissimo e Jeff Bridges è eccezionale nel ruolo del protagonista. Tra l’altro ieri sera gli hanno assegnato il Golden Globe come miglior attore (personalmente gliel’avrei dato già qualche anno fa per “Il grande Lebowsky“). Una curiosità: in una scena la protagonista femminile, interpretata da Maggie Gyllenhaal, dice di essere  originaria di Enid, Oklahoma. E’ una città dove ho vissuto un anno quando ero alle superiori e non l’avevo mai sentita nominare in un film!

Rambo V

Tuesday, September 1st, 2009

04rambo

Ieri la Millenium Films ha dato il semaforo verde a Rambo V, di cui Sylvester Stallone sarà regista e protagonista. Stavolta John J. Rambo combatterà contro trafficanti di droga e di esseri umani per salvare una ragazza rapita vicino al confine col Messico. L’uscita è prevista per il 2011 e forse prima di allora troverò il coraggio di guardare il recente Rambo IV…