Rita 101
Wednesday, April 21st, 2010Domani Rita Levi Moltalcini compie 101 anni e la rete gli regala un tributo, in diretta online a partire dalle ore 21:00 (italiane). Colgo l’occasione per fare i miei migliori auguri a questa grande scienziata.
Domani Rita Levi Moltalcini compie 101 anni e la rete gli regala un tributo, in diretta online a partire dalle ore 21:00 (italiane). Colgo l’occasione per fare i miei migliori auguri a questa grande scienziata.
Oggi è uscito un mio articolo per La Stampa (clicca qui per leggerlo) che parla delle ricerche di Andrea Califano, professore di bioinformatica e biologia dei sistemi alla Columbia University e membro del consiglio scientifico del National Cancer Institute americano. Califano è stato anche uno dei relatori della conferenza che ho organizzato il 25 Febbraio scorso (vedi foto qui sopra) con il New York Chapter della Fondazione ISSNAF, di cui sono chairman da Gennaio. Insieme a lui c’erano Antonio Iavarone e Adolfo Ferrando, entrambi professori alla Columbia. E’ stata una conferenza interessantissima e loro sono stati bravissimi a presentare il materiale in maniera chiara e accessibile anche al pubblico non specializzato presente in sala.
Francesco Stellacci, che conosco dai tempi del MIT, è stato chiamato a dirigere il Centro Europeo di Nanomedicina (CEN), con sede a Milano (clicca per una versione estesa della notizia). Sapevo già che avrebbe lasciato l’America quest’Estate, ma non sapevo della nuova posizione al CEN: congratulazioni e buona fortuna! Francesco si dividerà tra il capoluogo lombardo e il politecnico di Losanna (EPFL), dove è stato assunto come professore ordinario. L’illustrazione qui sopra mostra uno dei suoi primi progetti al MIT: nanoparticelle d’oro capaci di entrare nelle cellule senza distruggerle.
Riprendendo quello che scrive Emily Singer su Technology Review, il 2009 è stato l’anno in cui le tecniche per il sequenziamento del genoma umano sono migliorate a tal punto da essere diventate operazioni di routine, permettendo di decifrare le cause genetiche di alcune malattie (vedi ad esempio la scoperta di Califano e Iavarone sul glioblastoma). Nel 2009 è stata scoperta la prima medicina che allunga la vita nei mammiferi, anche se per ora l’ipotesi è stata verificata solo sui topi. L’emergenza per il rischio pandemico dell’influenza “suina” H1N1 ha rinnovato l’interesse scientifico per nuovi e più veloci tecniche di produzione dei vaccini. La Singer include tra gli highlights del 2009 anche la nuova tecnica di chirurgia mininvasiva per la rimozione dei tumori al cervello, basata sull’uso di ultrasuoni focalizzati ad alta intensità per bruciare i tessuti malati senza dover perforare il cranio. Rimanendo in tema, una ricerca pubblicata quest’anno mostra che il quoziente intellettivo di una persona dipende in larga parte dalla quantità di materia bianca del suo cervello, in passato considerata un tessuto senza funzioni importanti.
In un articolo sul sito science progress, Chris Mooney ricorda che il 2009 è anche l’anno in cui il più grande acceleratore di particelle al mondo, il Large Hadron Collider, è entrato in funzione, anche se per poco a causa di qualche imprevisto, tipo il surriscaldamento causato da una mollica di pane caduta ad un uccello. Nel 2009 si sono festeggiati i 200 anni dalla nascita di Darwin e i 150 anni dalla pubblicazione de L’origine delle specie. Quest’anno gli astronomi hanno mostrato le prime immagini di pianeti fuori dal nostro sistema solare. Il 2009 purtroppo è anche stato l’anno della fallimentare conferenza sul clima di Copenhagen. Dico purtroppo appunto perché è stata un fallimento.
Sul fronte della risonanza magnetica non ci sono state nuove scoperte. Le aziende produttrici, soprattutto la Siemens, hanno iniziato a spingere sulla trasmissione multi canale e qualche gruppo è riuscito ad applicare (non su uomo) la tecnica della trasmissione in parallelo per controllare la generazione di un segnale di risonanza magnetica in un volume localizzato. E’ stato l’anno in cui è esplosa la passione per la Traveling Wave MR, una tecnica che permette di acquisire un’immagine di risonanza con macchinari ad alta intensità di campo magnetico usando una semplice antenna patch posizionata in fondo al lettino del paziente. Funziona perchè la frequenza dei macchinari con campo magnetico superiore a 7 Tesla consente la propagazione delle onde elettromagnetiche lungo il cilindro interno, permettendo di generare segnale lungo tutto il corpo del paziente. Se non ci fosse il paziente questo metodo garantirebbe un segnale perfettamente omogeneo su ogni piano assiale. Purtroppo col paziente l’omogeneità non è tanto migliore di quella che si ottiene con le altre tecniche. Per questo credo che l’unica soluzione per rendere le risonanze magnetiche ad alto campo utilizzabili nella diagnostica clinica rimanga ancora la trasmissione in parallelo, ma ci vorranno almeno 5 anni. Il 2009 è anche l’anno che ha consacrato l’applicazione del compressive sensing per velocizzare l’acquisizione delle immagini di risonanza magnetica e credo che presto questa tecnica uscirà dai laboratori e sarà implementata nei macchinari clinici.
Il 2010 spero diventi l’anno dei record per gli investimenti in ricerca e in comunicazione scientifica, di cui c’è tanto bisogno.
Mi sono imbattuto (via The Intersection) in questo interessante articolo che parla dell’importanza di diffondere la conoscenza scientifica (una questione che per qualche tempo è stata in cima all’agenda del Governo USA e che ora non sembra più essere una priorità). In particolare, l’autore dell’articolo suggerisce che:
there are four key areas that must be addressed: media and journalism, scientist-directed outreach, government programs and instructor training.
In Italia andiamo forte sul quarto punto, visto che i nostri insegnanti di medie e superiori sono preparati, facciamo qualcosina per il primo punto, anche se praticamente non esiste la figura del giornalista scientifico come in America. Per gli altri due punti, come evoluzione siamo più o meno al periodo del Big Bang.
Il filosofo Paolo Rossi, professore emerito all’università di Firenze, ha vinto il Premio Balzan 2009 nella categoria storia delle scienze…
…Per i suoi decisivi contributi allo studio dei fondamenti intellettuali della scienza dal Rinascimento all’Illuminismo
Si tratta di un premio molto prestigioso (quasi un Nobel) e come al solito non mi pare di aver visto la notizia riportata sulle prime pagine dei quotidiani italiani.
Marisa Roberto, una ricercatrice italiana che lavora in California al The Scripps Reasearch Institute (TSRI), è una dei 100 ricercatori selezionati per il Presidential Early Career Award for Scientists and Engineers. Il premio, che consiste in fondi di ricerca per una durata massima di 5 anni, viene consegnato direttamente dal Presidente degli Stati Uniti, che quest’anno ha tenuto a sottolineare che “Questi giovani scienziati ed ingegneri straordinariamente dotati rappresentano il meglio nel nostro Paese”. E’ bene ricordare ogni tanto che sono la scienza e la tecnologia a far grande una nazione, non le banche!
La Dott.essa Marisa Roberto è professore associato e studia gli effetti dell’abuso di droghe sulle funzioni neurali. Ha conseguito laurea e dottorato a Pisa e dal 2002 fa parte della schiera dei ricercatori italiani negli Stati Uniti. Il premio che ha ricevuto è la più alta onorificenza insignita dal governo degli Stati Uniti ad un giovane ricercatore… naturalmente i giornali italiani non hanno reputato la notizia abbastanza importante da scriverci un articolo e devo quindi ringraziare il magazine della fondazione ISSNAF per la notizia.
Oggi sul supplemento Tutto Scienze de La Stampa è stato pubblicato un articolo assurdo (clicca qui per leggerlo). Un gruppo di ricercatori critica un bando di ricerca che esclude progetti che prevedono di usare cellule staminali embrionali. Non dicono quale sia il bando in questione, quindi uno non può sapere se la loro critica sia fondata, non dicono di chi sia la colpa, ma generalizzano, dicendo che l’Italia è un Paese in cui le decisioni sulla ricerca si basano su una lettura politica dei risultati della scienza. Dimenticavo la chicca, nella prima metà dell’articolo paragonano l’esclusione delle cellule staminali embrionali all’esclusione del motore ad idrogeno in un ipotetico bando per la migliore auto ecologica. Credo siano un po’ confusi sul significato della parola etica…