Archive for the ‘Libri’ Category

Walter Tobagi

Thursday, August 19th, 2010

La scorsa settimana ho finito di leggere “Come mi batte forte il tuo cuore“, la storia del giornalista Walter Tobagi, assassinato da un gruppo terrorista di estrema sinistra il 28 Maggio 1980. Il libro è scritto dalla figlia Benedetta, che racconta la vita del padre utilizzando principalmente gli articoli e gli appunti nell’archivio personale del giornalista, insieme ai ricordi di alcuni amici che lo conoscevano. Lei di ricordi non ne ha, aveva tre anni nel 1980. L’uccisione di Tobagi, come molti fatti di sangue accaduti negli anni di piombo, ha delle zone d’ombra, ma l’autrice, e questo mi è piaciuto, non si addentra nella pericolosa spirale delle illazioni, che troppo spesso popolano i libri sul terrorismo italiano. Un bel libro, che mi ha aiutato ad approfondire la figura di Walter Tobagi. A 33 anni era il presidente dei giornalisti lombardi ed era nel comitato di redazione del Corriere della Sera. L’ho sempre  considerato un esempio di come una volta si potesse far carriera anche da giovani, ma non sapevo fosse così bravo. Oltre che giornalista, era anche un esperto della storia del sindacato e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Su di lui avevo già letto il libro di Biacchessi e quello dell’ex capitano dei carabinieri Arlati. Questo è molto meglio.

Non è un paese per giovani

Wednesday, August 4th, 2010

Qualche settimana fa ho finito di leggere il libro “Non è un paese per giovani” e ho deciso di creare una nuova categoria del blog. Questo è il primo post de “La Mia Generazione”.

Il libro Ambrosi e Rosina affronta il problema del ricambio generazionale in Italia, analizzando le cause dell’anomalia di una classe dirigente che si ricicla da decenni senza lasciare spazio ai giovani. I nostri padri, quelli nati alla fine della seconda guerra mondiale, sono stati fortunati. L’Italia doveva essere ricostruita da zero e per questo c’era un senso del bene comune, un obiettivo condiviso che motivava le persone a fare. Inoltre c’erano tante possibilità e lavoro per tutti. Oggi non è più così e la mia generazione, quella dei nati tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘80, sarà la prima a stare peggio dei propri genitori. Il libro mostra come la società italiana sia organizzata in modo tale da tarpare le ali ai giovani per mantenere i privilegi dei vecchi. Secondo gli autori, i miei coetanei si sono rassegnati al ruolo di bamboccioni, ad essere coccolati dai genitori, rinunciando ad un proprio futuro. Il libro non fornisce quindi una soluzione al problema, ma conclude teorizzando che sarà la generazione successiva, che, guardando alla fine che abbiamo fatto noi, deciderà di ribellarsi. Beh, io non ci sto. La mia generazione ha molto da dare e credo possa ancora trovare gli spazi che merita.

Credo anche che nulla ci sia dovuto e che aspettare che persone da decenni al potere si facciano da parte non solo sia ingenuo, presuntuoso e sciocco, ma anche un segno di pigrizia. Per questo ho deciso di analizzare in questa categoria del blog, post dopo post, quelli che considero gli aspetti di fondo del problema e di proporre delle soluzioni, o meglio una serie di mosse legate da una strategia comune. Non si sa mai, magari con l’aiuto di qualche lettore potrebbe uscirne qualcosa di utile.

Il tempo che vorrei

Saturday, May 22nd, 2010

Ho finito di leggere “Il tempo che vorrei” di Fabio Volo. Ascoltavo Fabio Volo su Radio Deejay quando vivevo a Bologna e andavo a lavorare in macchina. Mi piace molto e anche come attore (per intero ho visto solo “La febbre“) non mi è dispiaciuto. A Natale questo suo romanzo era tra i primi in classifica e la cosa mi ha incuriosito. Possibile che sia bravo in tutto? Me lo sono fatto portare dall’Italia e l’ho letto in 6 ore. Non tanto perché io sia veloce, ma perché i caratteri sono grandi e il linguaggio è abbastanza semplice. Fin troppo. A pensarci bene, non mi è sembrato neanche un romanzo, ma un film, sul genere di quelli in cui recita lui. E’ stata una lettura piacevole, ma non me la sento di dire che sia un bel libro. Meno male, vuol dire che Fabio Volo è umano!

Addio

Thursday, January 28th, 2010

E’ morto a 91 anni J.D. Salinger, l’autore de “Il giovane Holden“, il suo libro di maggior successo che, pubblicato nel 1951, vende ancora 250 mila copie all’anno solo negli Stati Uniti. A me è piaciuto, ma l’ho letto troppo tardi (circa a 22 anni) per restarne sconvolto.

E’ gratis!

Monday, July 20th, 2009

free-anderson

“Free”, il nuovo libro di Chris Anderson, il direttore della rivista Wired (edizione americana), si può leggere gratuitamente online, sia su Google Books, sia su Scribd. Si può anche scaricare in versione audio da iTunes o direttamente dal sito di Wired.

La palla nel cesto

Monday, July 6th, 2009

lapallanelcesto

Qualche anno fa, quando abitavo a Bologna, collaboravo con una rivista on-line di cinema e letteratura. Si chiamava “L’isola del tesoro” e da ormai un anno non esiste più. Scrivevo recensioni di film e libri. Purtroppo non ho una copia di quelle recensioni e mi dispiace, perché ad alcune avevo lavorato molto e ne andavo fiero. Ho scoperto però che ne è sopravvisuta una, perché è stata ripresa dal sito di un editore.

Se vi va di leggerla, cliccate qui. E’ una breve recensione del libro “La palla nel cesto“, scritto da Angelo della Rovere. Il libro mi fu regalato per la laurea da due amici con cui giocavo a pallacanestro a Bologna, senza sapere che ai tempi del liceo avevo giocato nella squadra del mio paese insieme all’autore. Non sapevano neanche che per la storia e i personaggi del libro, Angelo si è ispirato a quegli anni e che Borgovinaccia ricorda molto da vicino la mia hometown ad inizio anni ‘90.

Bestseller

Thursday, July 2nd, 2009

conscience_liberal

Ho finito di leggere il bestseller di Paul Krugman, “The conscience of a liberal”. Per chi non lo sapesse, Krugman ha vinto il premio Nobel per l’economia nel 2008, ma è anche un editorialista per il New York Times e il titolare di un blog abbastanza seguito, ospitato dal sito del quotidiano.

Anche se non condivido alcune idee, il libro mi è piaciuto. E’ un’analisi socio-politica degli Stati Uniti dai primi del ‘900 fino ai giorni nostri. L’attenzione dell’autore è principalmente rivolta all’ascesa del movimento conservatore all’interno del partito repubblicano e di come ciò abbia aumentato le disuguaglianze all’interno della popolazione, creando un’elite di super ricchi e spingendo la classe media in direzione opposta. L’autore discute dell’importanza di invertire rotta e conclude con qualche proposta concreta di riforma.

Krugman è un fan del New Deal di Franklin Delano Roosevelt, che per lui ha il grande merito di aver introdotto la previdenza sociale (la social security). Ci sono molti critici di Roosevelt, che invece sostengono che il New Deal abbia frenato l’economia americana, ma per Krugman vanno considerati i risultati a lungo termine e il successo della social security è indubbiamente uno di questi. Il New Deal, dice, ha trasformato l’America in una nazione della classe media, eliminando le disuguaglianze che esistevano negli anni ‘20. Il mezzo per ottenerlo, naturalmente, sono state le tasse, sia quelle sul reddito, sia quelle di successione, che hanno praticamente tolto tutto agli eredi delle grandi dinastie americane. C’è stato un periodo in cui l’aliquota massima superava il 70% e, secondo Krugman, gli imprenditori erano contenti e l’economia andava a gonfie vele. Io non ci credo. Io penso che per un po’ alla gente è andato bene pagare tasse tanto alte in cambio di sicurezza e stabilità sociale, solo perché il Paese stava uscendo prima dalla grande Depressione e poi dalla seconda guerra mondiale. Non ci credo che con tasse così alte l’economia possa crescere.

Credo però che le tasse servano e lo Stato debba proteggere i più deboli, garantire uno standard di vita decente a tutti, perchè anche i più ricchi traggono beneficio da una maggiore uguaglianza sociale. Il movimento conservatore, che ha avuto il proprio apice politico tra il 2001 e il 2009 con il duo Bush-Cheney, vorrebbe invece annullare il peso dello Stato sull’economia e negli ultimi anni ci ha provato, abbassando drasticamente le tasse, soprattutto quelle sui guadagni finanziari. Questo, ad esempio, ha consentito ai proprietari dei fondi speculativi (o Hedge Funds) di pagare solo il 15% di tasse su una parte del reddito.

Ovviamente considero le idee dell’amministrazione Bush in materia fiscale assurde, ma sono comunque convinto che tasse troppo alte frenino l’economia e non siano un incentivo a lavorare. Ad esempio, se guadagnando 20,000 dollari in più all’anno, un Americano raggiungesse un reddito complessivo soggetto ad un’aliquota superiore, per cui dovrebbe pagare tutti i dollari extra in tasse, perché dovrebbe impegnarsi e lavorare di più?

Krugman non ci troverebbe nulla di strano, perché la sua coscienza è liberal, cioè quasi una versione americana di quella di Bertinotti, e per lui il livellamento sociale è la soluzione di tutti i problemi. Io invece sono per un’altra uguaglianza, che è quella delle opportunità. La  libertà dell’individuo per me è quindi fondamentale, ma  credo, al contrario degli ultra conservatori, che sia necessaria la presenza (seppur minima) dello Stato, che ridistribuisca parte del capitale (attraverso le tasse) al fine di garantire la possibilità di esercitare questa libertà ai cittadini. Per capirci, senza un minimo di welfare, un ragazzo nato in una famiglia povera non sarebbe veramente libero di andare all’università, perché dovrebbe andare a lavorare per provvedere al sostentamento della famiglia.

A tal proposito, sono d’accordissimo con Krugman sulla necessità di una riforma sanitaria, che non lasci nessuno senza assicurazione medica. Questa deve essere una priorità dell’amministrazione Obama, ma proprio in questi giorni sembra che il Presidente si stia arenando. Sembra intestardito a voler far passare una riforma bipartisan, non capendo che i repubblicani, dominati dalla corrente ultra conservatrice, non cederanno mai, sia perché quello conservatore è un movimento basato sull’ideologia e la copertura sanitaria universale non è contemplata, sia perché hanno paura delle conseguenze politiche. Come è spiegato benissimo nel libro, una riforma sanitaria (lo dicono anche i sondaggi di questi giorni) sarebbe molto popolare e sarebbe impossibile da rovesciare. Questo affonderebbe la linea politica conservatrice, facendo emergere nuove correnti all’interno del partito repubblicano. E’ successo con la riforma della social security, che ha messo in minoranza i repubblicani vecchio stile, che per un po’ hanno cercato di cancellarla, facendo emergere correnti più progressiste e portando all’elezione di Eisenhower e dello stesso Nixon, che in politica interna è stato un progressista.

Allora è il momento che Obama e il partito democratico usino la forza (della loro maggioranza), come fece Lyndon Johnson, quando introdusse il Medicare, la copertura sanitaria federale dai 65 anni in su. E’ importante farlo in fretta, approfittando del clima di incertezza causato dalla crisi economica , che favorisce le riforme sociali.

PS: Il libro è stato scritto prima dell’elezione di Obama, ma la discussione continua ogni giorno sul blog di Krugman, che si chiama appunto “The Conscience of a Liberal”.

Al dente

Sunday, March 1st, 2009

cimg1428

Ieri sono stato invitato alla presentazione del libro “Al dente”. Il libro è stato scritto a quattro mani da Norbert Salenbauch, un dentista tedesco, e Arrigo Cipriani, proprietario dell’omonima catena di ristoranti e dell’Harry’s Bar di Venezia. Il libro è un insieme di consigli culinari (ricette incluse) per chi vuol mangiar bene dopo una procedura dentistica, senza mettere a rischio il lavoro dell’odontoiatra. Include molte informazioni pratiche, presentate in modo scherzoso con l’ausilio delle vignette di Volker Kriegel. Anche la presentazione del libro è stata pratica: un pranzo delizioso al ristorante “Cipriani Downtown”, nel quartiere Soho, dove il “Bellini” era d’obbligo!