Archive for the ‘Personale’ Category

In ricordo di Sergio Bonelli

Tuesday, October 4th, 2011

Il 26 Settembre ci ha lasciati Sergio Bonelli. Come molti Italiani, anche io sono cresciuto leggendo i fumetti pubblicati dall’omonima casa editrice e per questo vorrei rendergli omaggio ricordando i personaggi a cui sono più affezionato. Ho iniziato quando avevo circa 10 anni con qualche numero di Martin Mystère, preso in prestito da un mio cugino, 4 anni più grande di me. Poi è uscito Dylan Dog, ma i miei hanno deciso che ero troppo piccolo per i contenuti e le immagini, quindi non sono diventato uno dei tanti fan dell’indagatore dell’incubo, ma l’ho letto solo saltuariamente più avanti, negli anni del liceo. Sempre in quel periodo, ho letto Nick Raider, il detective con lo stesso nome di uno dei personaggi del telefilm Riptide, e Mister No. Per la precisione, Tutto Mister No, la ristampa, di cui conservo i primi 15 numeri. Nel 1991 è uscito Nathan Never, un fumetto di fantascienza, che è diventato il mio preferito per 10 anni. All’università ho comprato per un po’ anche Napoleone, che era bimensile e non mi dispiaceva. Scrivendo questo post, ho scoperto che 3 su 6 dei fumetti che ho elencato non vengono più pubblicati da diversi anni. Che peccato! Per completare il quadro, devo citare anche Magico Vento e Julia, di cui ho letto i primi albi, senza però rimanerne affascinato. I fumetti sono una gran cosa, grazie Mr. Bonelli per tutti quelli che ci hai regalato.

Gli Italiani di New York

Sunday, September 18th, 2011

Mercoledì scorso sono stato alla presentazione del libro “Gli Italiani di New York” di Maurizio Molinari, organizzata dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò. Conosco Maurizio perché è il corrispondente de La Stampa, ma il libro non l’avevo comprato prima dell’altra sera e mi ha fatto molto piacere scoprirmi nell’indice dei nomi. Sono nominato nella pagina in cui parla della Fondazione ISSNAF, per la quale lo scorso anno ho diretto il chapter newyorkese, organizzando qualche evento.

Il libro racconta la storia di quasi cento Italiani/Italoamericani di New York e per l’occasione ce n’erano 6 a rispondere alle domande del moderatore (Massimo Gaggi, inviato del Corriere della Sera). Gaetano Pesce ha parlato del suo progetto per un ponte abitato (tipo Ponte Vecchio) a forma di “S” sullo stretto di Messina, in cui ognuno dei venti pilastri è disegnato da un architetto di una diversa regione italiana: ancora non gli hanno fatto sapere (strano…). Matilda Cuomo, filantropa, moglie dell’ex governatore dello stato di New York Mario e madre dell’attuale Andrew, ha parlato della fortuna di nascere in una famiglia italiana: “Adesso in America ci sono campagne per insegnare cosa sono le verdure e come mangiare sano: noi Italiani lo sappiamo da sempre!”. Antonio Monda ha spiegato che i film italiani non vincono più gli oscar perché l’industria cinematografica italiana è morta, non perché non ci siano bravi registi.  Federico Mennella ha raccontato la progressiva uscita di scena dell’Italia dal mondo della finanza, ricordando come ventanni fa le banche commerciali italiane a New York erano grandi come quelle americane. Al Barozzi, un prete di frontiera che aiuta gli Italiani a New York senza permesso di soggiorno, ha raccontato qualche storia e ha detto che anno dopo anno arrivano sempre più diplomati perché “l’Italia a dato loro un titolo, ma non un lavoro”. Il cuoco Cesare Casella, che si è presentato con un ramo di rosmarino nel taschino, ha parlato di come la cucina italiana stia diventando sempre più importante, tanto che molti ristoranti scelgono di includere almeno un piatto italiano nel menù.

E’ stata una bella discussione di un’ora e mezza, conclusa dall’intervento dell’autore. Delle sue parole mi è rimasto impresso quando ha detto che New York è l’unica città al mondo in cui si possono trovare, congelate nel tempo, le varie epoche italiane dalla fine dell’800 ad oggi. Dalla famiglia in cui si parla solo il dialetto della regione d’origine, alle nuove famiglie di ricercatori universitari, passando per tutto quello che c’è stato in mezzo. Tutti i presenti hanno lodato il libro di Maurizio (lo devo leggere al più presto!), sia per l’importanza di far conoscere queste storie, sia per il modo di raccontarle dell’autore. Molinari ha detto che però in Italia le reazioni al libro sono state molto fredde, secondo lui perché in patria l’emigrazione dei secoli scorsi non è stata ancora affrontata in modo approfondito, quindi l’argomento non ha ancora un contesto storico-sociale a cui appoggiarsi.

Eclissi di lune

Wednesday, June 15th, 2011

Ma tu guarda le coincidenze… Stasera ci sarà un’eclissi di luna e proprio oggi è l’ultimo giorno di Riccardo Luna come direttore di Wired! Sono sicuro che in entrambi i casi l’oscuramento sarà temporaneo. Riccardo non ha ancora annunciato quello che farà, ma sicuramente farà bene. La notizia del cambio di direzione l’ho letta sulla sua pagina Facebook e non so nulla di più. Non ho ancora conosciuto il nuovo direttore Carlo Antonelli, ma spero di parlarci presto, se non altro per capire se mi vuole tenere in squadra. Se per i quotidiani il cambio direzione ormai sembra una cosa normale (forse perché sono sempre le stesse persone che girano da un posto all’altro), per Wired i lettori sono stati presi di sorpresa. Evidentemente è un momento di svolta per le pubblicazioni che trattano di tecnologia, visto che anche Luca De Biase dopo tanti anni non è più direttore dell’inserto Nòva, che cambia anche giorno e uscirà la domenica. Speriamo si rivelino scelte giuste.

Da 0 a 500

Tuesday, March 22nd, 2011

Ho finito di leggere il libro “Da 0 a 500” di Luca De Meo e lo consiglio. L’ho ricevuto in regalo tra il materiale di un convegno a cui ho partecipato giorni fa insieme ad altri professionisti Italiani all’estero, tra cui l’autore. De Meo, un ex “Marchionne boy”, è da un paio di anni il responsabile del marketing per il gruppo Volkswagen e nel libro racconta la sua esperienza professionale nel mondo automobilistico, tra Renault, Toyota e FIAT. Visto il numero di operazioni di successo a cui De Meo ha partecipato (su tutte, il lancio della Yaris e della nuova 500), il libro è una sorta di raccolta di “case studies” per chi si occupa di marketing, ma è scritto in maniera abbastanza scorrevole da risultare piacevole anche ad un lettore “generico”, come nel mio caso. Alcuni consigli forniti dall’autore direi che si possono tranquillamente applicare in altri contesti professionali, quindi spero torni utile anche nel mio lavoro!

Luca De Meo è nato nel 1967, ma già poco più che trentenne era un manager di successo. Senza l’anticonformismo manageriale di Marchionne probabilmente non avrebbe scalato i vertici di una grande azienda italiana, ma i risultati che ha ottenuto in FIAT dimostrano ancora una volta che investire sul talento, senza guardare all’età, è una soluzione vincente. Invece, per cultura e tradizione, negli ultimi 40 anni, in Italia la carriera si è fatta quasi esclusivamente per anzianità. Le aziende lo sanno che non è il modo migliore (almeno spero), quindi secondo me non danno ruoli responsabilità ai giovani più che altro per il rischio di risultare poco credibili in un sistema gestito da anziani. Invece, per i mercati esteri il vincolo culturale scompare e sono libere di scommettere sulle nuove generazioni. Ho fatto questa riflessione un giorno di qualche mese fa durante un incontro al Consolato Italiano di New York, dove ho conosciuto vari managers di aziende italiane, responsabili per le operazioni in USA, quasi tutti sotto i quarantanni.

Un ritratto di New York

Tuesday, January 18th, 2011

NYC – Mindrelic Timelapse from Mindrelic on Vimeo.

Non c’è niente da fare, più ci sto e più mi piace. Vivendo a New York si ha la sensazione di far parte non di una città e basta, ma di un organismo vivente in continua trasformazione. Guardate il video qui sopra per farvi un’idea!

Si ricomincia

Monday, January 10th, 2011

Sono stato via due settimane e siccome ho girovagato in vari luoghi non ho avuto tempo di aggiornare il blog. Il mio motto per il 2011 è “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”.

Emmy

Wednesday, September 1st, 2010

Domenica scorsa, Mad Men, uno delle due serie televisive che seguo regolarmente (l’altra è Fringe), ha vinto l’Emmy Award per la miglior serie drammatica. Evvai!

Canzone della settimana

Tuesday, August 31st, 2010

Canzone della settimana #80

Lo scorso weekend sono stato a Bologna per il matrimonio di mio cugino. Era un po’ che non ci tornavo e sono stati tre giorni bellissimi. Anche se è cambiata molto negli ultimi 10 anni, per chi, come me, ci ha vissuto da studente universitario, resta una città indimenticabile. Sono andato a mangiare le crescentine e le tigelle sui colli “Dal Nonno“, la pizza da “Vito” a San Luca. Ho anche rivisto dei cari amici e mi ha fatto davvero tanto piacere.