Con la cattura di Giuseppe Falsone sale a 25 il numero dei latitanti arrestati nella lista dei 30 più ricercati al momento dell’insediamento del Governo. La settimana scorsa, quando ho conosciuto l’On. Roberto Maroni in visita a New York, erano ancora 24. A me molte azioni di questo Governo non piacciono, ma ci sono alcuni ministeri che stanno lavorando in modo eccellente. Quello dell’Interno è tra questi, anche se i media non parlano molto dei successi della polizia. Nei circa 2 anni in cui Maroni è stato Ministro “sono stati arrestati in media 8 mafiosi al giorno, inclusi sabato, domenica e feste comandate”, ha raccontato a me e agli altri Italiani presenti all’incontro organizzato per lui al Consolato.
Le mosse più importanti, però, secondo me sono quelle finalizzate ad attaccare il patrimonio della criminalità organizzata. Ad esempio, la vecchia legge sulla confisca dei beni stabiliva che questi venissero restituiti una volta che veniva meno la pericolosità dell’imputato. Questo faceva sì che se un criminale moriva in carcere, tutto tornava alla famiglia. Oggi non più, è bastata una piccola modifica alla legge e i comuni adesso possono usufruire immediatamente dei patrimoni confiscati. E’ cambiato anche il modo di gestire le aziende confiscate alla mafia. Prima si affidavano o ad un funzionario del tribunale che non sapeva come gestirle, o ad un commercialista che aveva il compito di controllare i conti per stimarne il valore. Il risultato era che le aziende venivano sempre chiuse e la gente che rimaneva senza lavoro inevitabilmente pensava che si stava meglio quando c’era la mafia. Le nuove procedure invece distinguono tra aziende che servivano solo per il riciclaggio di denaro, che vengono chiuse, aziende che facevano profitti perché la concorrenza era “vietata”, che vengono esaminate per capire se possono farcela da sole e aziende solide, che continuano la loro attività. Sono piccole azioni, che però portano a grandi miglioramenti. Mi dispiace che la stampa non dia risalto a queste cose, ma preferisca dar fiato ad esempio alle polemiche sui pentiti (mai affidabili) che fanno il nome del Presidente del Consiglio.
A proposito, Maroni era a New York per intervenire all’ONU sul tema della sicurezza e la lotta al crimine organizzato. Un tema su cui l’Italia è considerata tra i Paesi più esperti.