Archive for the ‘New York’ Category

Ristorante: Corsino Cantina

Friday, October 28th, 2011

Corsino Cantina, 637 Hudson Street, New York, NY 10014

PRO: non si mangia male.

CONTRO: nonostante il nome e l’insegna, non fa cucina italiana autentica. Costa troppo.

COSTO: $104 (mancia inclusa) in 3, per 2 cocktail, 1 crostino, 1 piatto di pasta, 2 piatti a base di uova (era un brunch), un insalata con burrata e 2 caffè.

CI TORNERO’?: no.

Ristorante: Keste

Monday, October 10th, 2011

Keste, 271 Bleecker Street, New York, NY 10014

PRO: autentica pizza napoletana, la più buona che ho mangiato negli Stati Uniti.

CONTRO: il posto è piccolo e si mangia quasi attaccati agli altri tavoli. Siccome c’è gente che aspetta, ti tolgono il piatto da sotto la bocca dopo l’ultimo boccone.

COSTO: $80 (mancia inclusa) in 2, per 2 birre, 1 insalata, 2 pizze e 1 dolce.

CI TORNERO’?: credo di sì, magari non di sabato con la speranza che ci sia meno gente.

Ristorante: Emporio

Monday, October 10th, 2011

Emporio, 231 Mott Street, New York, NY 10013

PRO: l’ambiente è carino, i camerieri sono gentili e si mangia bene.

CONTRO: non mi viene in mente niente.

COSTO: $77 (mancia inclusa) in 2, per 2 cocktail, 1 bottiglia d’acqua, 2 pizze e 2 caffè.

CI TORNERO’?: ci sono stato 3 volte, per pranzo o brunch, e non mi ha mai deluso. Sono curioso di andarci a cena e provare i primi.

Gli Italiani di New York

Sunday, September 18th, 2011

Mercoledì scorso sono stato alla presentazione del libro “Gli Italiani di New York” di Maurizio Molinari, organizzata dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò. Conosco Maurizio perché è il corrispondente de La Stampa, ma il libro non l’avevo comprato prima dell’altra sera e mi ha fatto molto piacere scoprirmi nell’indice dei nomi. Sono nominato nella pagina in cui parla della Fondazione ISSNAF, per la quale lo scorso anno ho diretto il chapter newyorkese, organizzando qualche evento.

Il libro racconta la storia di quasi cento Italiani/Italoamericani di New York e per l’occasione ce n’erano 6 a rispondere alle domande del moderatore (Massimo Gaggi, inviato del Corriere della Sera). Gaetano Pesce ha parlato del suo progetto per un ponte abitato (tipo Ponte Vecchio) a forma di “S” sullo stretto di Messina, in cui ognuno dei venti pilastri è disegnato da un architetto di una diversa regione italiana: ancora non gli hanno fatto sapere (strano…). Matilda Cuomo, filantropa, moglie dell’ex governatore dello stato di New York Mario e madre dell’attuale Andrew, ha parlato della fortuna di nascere in una famiglia italiana: “Adesso in America ci sono campagne per insegnare cosa sono le verdure e come mangiare sano: noi Italiani lo sappiamo da sempre!”. Antonio Monda ha spiegato che i film italiani non vincono più gli oscar perché l’industria cinematografica italiana è morta, non perché non ci siano bravi registi.  Federico Mennella ha raccontato la progressiva uscita di scena dell’Italia dal mondo della finanza, ricordando come ventanni fa le banche commerciali italiane a New York erano grandi come quelle americane. Al Barozzi, un prete di frontiera che aiuta gli Italiani a New York senza permesso di soggiorno, ha raccontato qualche storia e ha detto che anno dopo anno arrivano sempre più diplomati perché “l’Italia a dato loro un titolo, ma non un lavoro”. Il cuoco Cesare Casella, che si è presentato con un ramo di rosmarino nel taschino, ha parlato di come la cucina italiana stia diventando sempre più importante, tanto che molti ristoranti scelgono di includere almeno un piatto italiano nel menù.

E’ stata una bella discussione di un’ora e mezza, conclusa dall’intervento dell’autore. Delle sue parole mi è rimasto impresso quando ha detto che New York è l’unica città al mondo in cui si possono trovare, congelate nel tempo, le varie epoche italiane dalla fine dell’800 ad oggi. Dalla famiglia in cui si parla solo il dialetto della regione d’origine, alle nuove famiglie di ricercatori universitari, passando per tutto quello che c’è stato in mezzo. Tutti i presenti hanno lodato il libro di Maurizio (lo devo leggere al più presto!), sia per l’importanza di far conoscere queste storie, sia per il modo di raccontarle dell’autore. Molinari ha detto che però in Italia le reazioni al libro sono state molto fredde, secondo lui perché in patria l’emigrazione dei secoli scorsi non è stata ancora affrontata in modo approfondito, quindi l’argomento non ha ancora un contesto storico-sociale a cui appoggiarsi.

Canzone della settimana

Friday, September 16th, 2011




Canzone della settimana #134

Domenica scorsa è stato il decennale dell’undici Settembre. I quotidiani Italiani hanno avuto il coraggio di pubblicare porcherie come questa o questa. Qui invece lo speciale del NY Times.

Ristorante: Piadina

Thursday, September 8th, 2011

Piadina, 57 West 10th Street, New York, NY 10011

PRO: la piadina è buona e il locale sembra proprio un’osteria romagnola.

CONTRO: costosissimo, considerato che la piadina al prosciutto ha solo 2 fette di crudo, mentre la piadina stracchino e rucola in realtà è fatta col cottage cheese (lo yocca in Italia), che costa un paio di dollari al barattolo.

COSTO: $41 (mancia inclusa) in 2, per 2 bottiglie di birra peroni da 33 cl, 1 piadina al prosciutto, 1 piadina stracchino e rucola.

CI TORNERO’?: era tanto che ci volevo andare, mi sono tolto lo sfizio e non ci tornerò più.

Ristorante: Old Homestead

Thursday, September 1st, 2011

Old Homestead, 56 9th Avenue, New York, NY 10011

PRO: è nel Meatpacking district, la carne è molto buona. Consiglio la “Gotham rib steak on the bone”, una bistecca che prima della cottura viene tenuta 21 giorni al buio ad insaporirsi (c’è sia da 600, sia da 900 grammi).

CONTRO: il locale non è elegantissimo in confronto ad altre steak house dello stesso livello, il bar è piccolo e poco fornito.

COSTO: $265 (mancia inclusa) in 4, per 2 pinte di birra, 2 bottiglie d’acqua, 1 hamburger da 500 grammi, 1 bistecca da 600 grammi, 2 bistecche da 900 grammi, 3 contorni e 3 caffè.

CI TORNERO’?: non è la mia steakhouse preferita, ma servono la bistecca più grande che ho provato a New York, quindi non si sa mai.

Canzone della settimana

Monday, August 29th, 2011




Canzone della settimana #132

La notte tra sabato e  domenica l’uragano Irene è passato su New York. Tanto allarmismo, poca paura in giro e alla fine, per fortuna, niente di tragico. Il sindaco ha chiesto di restare in casa e noi l’abbiamo fatto. La mattina c’erano qualche ramo, qualche albero e tante foglie a terra, ma nessun segno della temuta inondazione. Hanno guadagnato i supermercati, che hanno venduto tutte le scorte di acqua e cibo in scatola, e hanno risparmiato quelli che affittano appartamenti (almeno nella mia zona), dato che hanno tolto per 3 giorni l’acqua calda, che è inclusa nei contratti.