Archive for January, 2010
Addio
Thursday, January 28th, 2010E’ morto a 91 anni J.D. Salinger, l’autore de “Il giovane Holden“, il suo libro di maggior successo che, pubblicato nel 1951, vende ancora 250 mila copie all’anno solo negli Stati Uniti. A me è piaciuto, ma l’ho letto troppo tardi (circa a 22 anni) per restarne sconvolto.
Salvate il pesce blob
Tuesday, January 26th, 2010Pare che il pesce blob rischi l’estinzione a causa della pesca a strascico. Questo blog vorrebbe lanciare un appello ai pescatori australiani per salvarlo e comincerebbe con queste parole “non è bello ciò che è bello…”
Pare vogliano provarci
Monday, January 25th, 2010Dopo che i democratici hanno perso un seggio in Massachusetts non c’è più la supermaggioranza di 60 senatori e la riforma sanitaria è a rischio. L’unica speranza è che la Camera approvi il testo del Senato così com’è, in modo che non sia necessario rivotare al Senato. All’inizio Nancy Pelosi aveva in sostanza dichiarato che non c’era trippa per gatti (e Obama secondo me ha sbagliato a non tirarle le orecchie pubblicamente). Da notizie recenti sembra che per fortuna la Pelosi abbia cambiato idea e voglia cercare di salvare la riforma sanitaria. A me il testo del Senato non piace, ma se è l’unico che può farcela, allora speriamo che diventi legge.
Post collegati
I Jets sono atterrati
Monday, January 25th, 2010Fino a 2 minuti dalla fine del secondo quarto mi ero illuso che i Jets sarebbero arrivati a destinazione, ma poi la famosa difesa di New York si è sfaldata e non c’è stato più nulla da fare per Mark Sanchez e soci. Peyton Manning è sempre il migliore e gli Indianapolis Colts quest’anno sono stati grandiosi. Farò tifo per loro al Superbowl.
Canzone della settimana
Monday, January 25th, 2010Canzone della settimana #49
Venerdì scorso Dalla e De Gregori hanno di nuovo suonato insieme dal vivo. Pare sia stata la prova tecnica di un nuovo tour che partirà la prossima Estate… speriamo di riuscire ad essere in Italia per almeno una data.
Avatar
Friday, January 22nd, 2010Ieri sono andato a vedere Avatar. Mi è piaciuto, ma solo per gli effetti speciali. La storia è di una tale banalità e così piena di luoghi comuni, che sono convinto che il regista aveva in mente il botteghino mentre scriveva la sceneggiatura. Mi spiego meglio. L’idea di fondo è OK: un pianeta dove piante e animali sono connessi in un unico grande ecosistema (sul genere Gaia) e gli umani che inventano gli avatar per poter comunicare con gli indigeni. La trama fa pena: un misto fra Pocahontas e Indio (ricordate il mitico Marvelous Marvin Hagler?), con personaggi stile Rambo. Sarebbe bastato approfondire la parte scientifica, ad esempio con qualche spiegazione sul macchinario che permette agli umani di comandare l’avatar con la mente, o sulla biologia del pianeta, per farne un film molto più interessante.
La banalità della trama, ripeto, secondo me deriva da una scelta di marketing, per catturare il maggior numero possibile di spettatori. Ne sono convinto, perché la produzione del film Avatar di banale ha molto poco. James Cameron e i suoi consulenti hanno creato il nuovo pianeta (Pandora) nei minimi dettagli, inventando perfino una nuova lingua, che gli attori hanno dovuto imparare (date un’occhiata a Pandorapedia). Non solo, per la prima volta i personaggi generati al computer mi sono sembrati reali e questo grazie a dei nuovi effetti speciali inventati per l’occasione. Dimenticavo, nonostante il film sia in 3D e duri circa due ore e mezzo, non si esce dal cinema con il mal di testa (né si debbono indossare i fastidiosi occhiali rosso-blu di cartone, ma un paio di plastica che assomiglia ai Ray-Ban Wayfarer). Questo è oggi possibile grazie al regista, che nel 2000 andò alla Sony per convincerli ad inventare una nuova generazione di videocamere digitali 3D. Insomma, dietro Avatar c’è molto! A proposito, c’è anche un Italiano, Mauro Fiore, direttore della fotografia.
Come ci andrei…
Friday, January 22nd, 2010Stasera a Modena, Lucio Dalla e Francesco De Gregori suonano insieme trent’anni dopo il tour Banana Republic… come vorrei andarci!





