Nuove opzioni per la privacy
Friday, May 28th, 2010
Saranno queste “le nuove e più semplici regole di privacy nella gestione del profilo” a cui fa riferimento Zuckerberg?
Saranno queste “le nuove e più semplici regole di privacy nella gestione del profilo” a cui fa riferimento Zuckerberg?
Nel corso della puntata del 15 Maggio della trasmissione “La rosa purpurea” di Franco Dassisti su Radio 24 ho parlato di Neurocinematics, l’applicazione della risonanza magnetica per misurare l’effetto di un film sul cervello dello spettatore. Chi fosse interessato, può scaricare il file mp3 a questo link. Il mio intervento inizia al minuto 18:20.
Canzone della settimana #66
Mezz’ora fa è finita l’ultima puntata in assoluto del telefilm “24“, giovedì scorso c’è stato l’ultimo episodio della seconda stagione di “Fringe“. “Mad Men” non comincia fino a Luglio… mi toccherà rispolverare i DVD di “Ralph supermaxieroe“.
Due giorni fa la riforma Gelmini è stata finalmente approvata dalla commissione Istruzione al Senato e dovrebbe essere votata a Giugno. C’è voluto così tanto tempo perché erano stati presentati oltre 800 emendamenti (viva la semplicità delle leggi italiane!). Il Senatore Valditarra riassume in questo articolo (link o PDF) le novità rispetto al testo originale. Una è questa:
Nel testo governativo mancava un altro aspetto importante: la responsabilità dei provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento, che fino ad oggi competeva a un organo nazionale di rappresentanza elettiva delle categorie, il Cun. Un emendamento approvato in commissione attribuisce al cda la competenza su tutti i provvedimenti disciplinari.
Però ho letto altrove che è stato tolto l’obbligo di avere almeno il 40% del cda composto da membri esterni. Quindi se il cda si ritrova composto dai soliti baroni interni, non ci saranno mai provvedimenti disciplinari. E’ come il discorso della valutazione periodica dei professori. In Italia c’è sempre stata, il problema è che si è sempre trattato di una formalità e nessuno ha mai ricevuto un giudizio negativo che l’ha penalizzato nel percorso di carriera.
Tornando al testo approvato. Il nodo più spinoso è quello del reclutamento dei ricercatori (link o PDF). Anche il PD, che per il resto aveva solo protestato senza presentare nulla di alternativo, ha avanzato delle proposte (vedi qui) su questo argomento. Sempre in riferimento al reclutamento, il PD ha spinto molto nelle ultime settimane sull’idea di mandare i professori in pensione obbligatoriamente a 65 per liberare posti e creare un ricambio generazionale. Non sarebbe stato più intelligente proporre di mandare in pensione (o rilegare alla sola docenza, senza fondi di ricerca) quei professori che non pubblicano articoli scientifici o non brevettano nuove scoperte?
Intanto in molti protestano il DDL Gelmini perché mancano risorse a scuola e università. Assurdo. Come giustamente ricorda la Gelmini (leggi qui), la riforma universitaria non parla di tagli. Le proteste dovrebbero essere rivolte al Governo, la riforma è solo un tentativo di rendere più efficiente l’università. Tremonti aveva promesso che avrebbe dato soldi all’università se ci fosse stata una riforma. Stiamo a vedere quello che succederà dopo l’estate.
Post collegati:
Ho finito di leggere “Il tempo che vorrei” di Fabio Volo. Ascoltavo Fabio Volo su Radio Deejay quando vivevo a Bologna e andavo a lavorare in macchina. Mi piace molto e anche come attore (per intero ho visto solo “La febbre“) non mi è dispiaciuto. A Natale questo suo romanzo era tra i primi in classifica e la cosa mi ha incuriosito. Possibile che sia bravo in tutto? Me lo sono fatto portare dall’Italia e l’ho letto in 6 ore. Non tanto perché io sia veloce, ma perché i caratteri sono grandi e il linguaggio è abbastanza semplice. Fin troppo. A pensarci bene, non mi è sembrato neanche un romanzo, ma un film, sul genere di quelli in cui recita lui. E’ stata una lettura piacevole, ma non me la sento di dire che sia un bel libro. Meno male, vuol dire che Fabio Volo è umano!
Canzone della settimana #65
Ronnie James Dio (1942-2010)
Ieri è morto un grande artista. Le sue canzoni sono la colonna sonora di tanti miei ricordi.