Il tapiro potrebbe arrivare alla Casa Bianca

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La settimana prossima il Presidente Obama dovrà convincere il Congresso a votare il suo piano di riforma sanitaria, ma per farcela gli servirà tutto il suo charm ed un discorso memorabile. Infatti, fino ad ora la strategia del Presidente è stata disastrosa e la probabilità che la cosiddetta “opzione pubblica” passi è bassissima.

Probabilmente il sogno di Obama è quello di un sistema single payer, tipo la mutua italiana, ma negli Stati Uniti una soluzione così liberal (che è l’opposto di ciò che si intende per liberale in Italia) non passerebbe mai. Per questo è arrivata la proposta dell’opzione pubblica, secondo me migliore, che permetterebbe di scegliere tra le attuali assicurazioni private ed un’assicurazione sanitaria statale. Questo, non solo darebbe copertura sanitaria a tutti, tramite sovvenzioni statali basate sul reddito, ma introdurrebbe una competizione reale sui costi dei servizi sanitari, che oggi non esiste, dato le compagnie private si dividono il mercato e di fatto per ogni Stato c’è un’assicurazione che detiene il monopolio. Essendo l’assicurazione pubblica non-profit, non cercherebbe i margini di profitto altissimi che hanno oggi le assicurazioni private e di conseguenza i costi andrebbero giù.

Ovviamente sia la lobby delle assicurazioni, sia quella delle industrie farmaceutiche (anche queste preoccupate di salvaguardare l’alto margine di profitto sui medicinali) sono partite al contrattacco, aumentando il numero dei propri lobbisti a Washington e lanciando una campagna mediatica sui rischi di un’opzione pubblica, i cui messaggi sono stati naturalmente abbracciati ed amplificati dai neo-conservatori. Le obiezioni principali sono che le cure mediche saranno più scadenti, che le liste di attesa saranno lunghe a causa dell’inefficienza burocratica dello Stato e che l’America rischia di diventare un Paese comunista.

Il Presidente Obama ha commesso un errore dietro l’altro. All’inizio ha perso un sacco di tempo per cercare un accordo coi neo-conservatori, senza capire che questi sono guidati da motivazioni ideologiche e non cederanno mai. Invece ha speso pochissimo tempo a spiegare la sua proposta di riforma ai cittadini. Probabilmente meno del 5% degli Americani ha capito cosa sia l’opzione pubblica e questo fa sì che le pubblicità contrarie attecchiscano. Quasi tutti pensano che Obama voglia togliere l’assicurazione privata a quelli ce l’hanno e mettere tutta la sanità nelle mani dello Stato. Hanno paura che diminuisca la qualità dei servizi sanitari che riceveno e questo perché non gli è chiaro che se lo desiderano avranno comunque l’opzione di continuare a pagare di più e mantenere la loro assicurazione privata. Per la cronaca, i dubbi sulla qualità dei servizi sono infondati, perché esiste già un sistema single payer pubblico e si chiama Medicare, che è la coperura sanitaria per gli over 65 e funziona benissimo.

Inoltre, sembra che Obama abbia perso la sua capacità oratoria su questi argomenti. O fa dei discorsi complicati, adatti più ai libri di storia che a spiegare le cose alla gente comune, oppure si mette sulla difensiva e ribatte alle varie obiezioni dicendo che questo o quello non è vero. Invece dovrebbe andare in pubblico a parlare della sua riforma, a spiegarla alla gente, a convincerli che grazie ad essa finalmente tutti gli Americani avrebbero copertura sanitaria. Al contrario, il suo comportamento dà l’impressione che la riforma sanitaria non sia più in cima alla sua agenda e questo inizia ad irritare i suoi elettori. Il risultato è che il partito democratico è spaccato e gli sarà difficile convincere l’ala conservatrice del suo partito ad appoggiare l’opzione pubblica. Anche l’ala più liberal, che vorrebbe un sistema single payer, potrebbe votare contro e la riforma non avrebbe chances.

Va ricordato che Obama ha un’ampia maggioranza e non gli servono i voti dei repubblicani. Il Presidente deve ricompattare il suo partito e può farlo solo convincendo la gente che la sua proposta è la soluzione migliore. Se riuscisse ad avere la maggioranza dei cittadini dalla sua, gli oppositori interni al partito sarebbero costretti a votare l’opzione pubblica, per non andare contro i propri elettori e rischiare di essere mandati a casa alle prossime consultazioni. Invece, per come stanno le cose adesso, i democratici conservatori non hanno nessun timore di votare contro.

E’ rimasto poco tempo ed il Presidente deve esercitare al meglio la sua leadership. In altre parole, citando la puntata del telefilm West Wing nel video qui sotto, è venuto il momento che “Obama faccia Obama”!

6 Responses to “Il tapiro potrebbe arrivare alla Casa Bianca”

  1. Tesla » Blog Archive » Sarò tra i suoi feed? Says:

    [...] di domani. La curiosità è che le parole conclusive del suo post sono praticamente le stesse del mio post di venerdì sullo stesso [...]

  2. Tesla » Blog Archive » Bel discorso Says:

    [...] presidente Obama ha finalmente mostrato un po’ di tanto auspicata leadership nel suo discorso di ieri al Congresso. Un bel discorso, di cui ho ricopiato il testo [...]

  3. Tesla » Blog Archive » Bye bye public option? Says:

    [...] Il tapiro potrebbe arrivare alla Casa Bianca [...]

  4. Tesla » Blog Archive » Aspettando il voto di domani Says:

    [...] Il tapiro potrebbe arrivare alla Casa Bianca [...]

  5. Tesla » Blog Archive » 60 a 39 Says:

    [...] Il tapiro potrebbe arrivare alla Casa Bianca [...]

  6. Tesla » Blog Archive » Reconciliation Says:

    [...] Il tapiro potrebbe arrivare alla Casa Bianca [...]

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