Il Senato ha votato sì
La riforma dell’università è stata approvata al Senato. Chi volesse leggersi gli atti del Senato, dalla discussione in Commissione a quella in Assemblea, li trova a questo link. Per la cronaca, alla fine non è passata la proposta del pensionamento obbligatorio dei professori a 65 anni (non sappiamo se per buon senso, o perché costava troppo). Purtroppo la notizia di oggi della crisi nella maggioranza, mette a rischio l’approvazione finale della riforma alla Camera (il voto sarà intorno a Novembre). Io spero diventi legge. Non la approvo totalmente (leggete qui), ma è pur sempre una riforma importante, perché, come ricorda Irene Tinagli, “viene introdotto nel sistema il germe della valutazione, del merito, quel cambiamento che per anni è stato oggetto di tanta retorica e annunci, ma rarissime azioni concrete”. E’ vero che molto dipenderà dai decreti attuativi, che ad esempio stabiliranno come verranno premiati i migliori, o penalizzati i meno meritevoli. Ma è anche vero che, se da un lato i decreti potranno annullare le novità introdotte, dall’altro hanno il potenziale di renderla una grande riforma.
Post collegati:
- Tutti contro Giavazzi
- Riforma Gelmini vicina al primo OK
- Una riforma insabbiata
- Semaforo verde per il DDL Gelmini
- Emendamenti al DDL Gelmini
- Analisi del DDL Gelmini
- Commenti sulla riforma universitaria
- Via libera alla riforma dell’università
- Test d’ingresso a fine Aprile
- Valutazione del merito
- Aspettando l’autunno
- Nessun concorso è perfetto
- Bisogna chiudere il cerchio
- Premiato il merito
- Inizio a crederci
- Io sono con Tremonti
- Botta e risposta
- D’accordo con lui
- Meritocrazia e posto fisso
- Ma è vero ?
- Ah, mi pareva strano!
- Ancora sulla governance
- La vogliamo riformare ’sta governance ?
- Mariastella cadente
- Buoni propositi
August 3rd, 2010 at 4:40 am
Ho letto i tuoi post in merito alla riforma Gelmini, ma i miei sentimenti sono ancora combattuti, in particolare dopo la rimozione del tetto ai 65 anni. Secondo me sarebbe piu’ sensato introdurre un tetto alla permanenza con mansioni di ricerca e didattica differenziate cosa che alla prova dei fatti risolverebbe molte cose!
August 3rd, 2010 at 12:26 pm
Avrebbe risolto il problema del ricambio solo temporaneamente. Se i soldi per la ricerca andassero a finanziare i progetti di ricerca e non a finanziare i professori (spesso a pioggia), non servirebbe relegare i 65enni al ruolo di docenza per liberare spazio per chi vuol fare ricerca. Questo secondo me è uno dei nodi della questione. Premiare le università migliori introduce solo in parte la meritocrazia, perché penalizza ricercatori giovani con dei progetti di ricerca lodevoli, ma che lavorano in un’università minore. A mio avviso le università dovrebbero pagare direttamente i docenti per insegnare ed assegnare i fondi per fare ricerca in maniera competitiva dietro presentazione/valutazione di progetti.
October 4th, 2010 at 9:35 am
[...] Il Senato ha votato sì [...]