Mariastella cadente
Dopo quasi un anno di Governo, vorrei dare una mia valutazione sull’operato del Ministro Mariastella Gelmini. Mi verrebbe da darle N/A perché fino ad ora ha fatto pochino, ma siccome ha parlato molto, senza far seguire alle parole i fatti, le do 4. Se dovessi lasciarmi influenzare da un’opinione personale e meno oggettiva, le darei 3. L’ultima delusione è stata la nomina, anzi la conferma, visto che da 40 anni è inchiodato alla stessa poltrona, di Antonello Masia a capo del Dipartimento dell’Università. Se si vuole ripulire l’università bisogna prima di tutto rimuovere l’intonaco, perché dopo tanti anni dev’essere per forza sporco, o no? Ci aspettiamo forse che a cambiare il sistema sia qualcuno che ci è nato e vissuto dentro? Anche volendo, non riuscirebbe a rendersi conto dei problemi, figuriamoci se porterebbe in tribunale gli amici di una vita per un concorso truccato. Comunque, questa nomina è solo l’ennesima delusione che mi ha dato il Ministro Gelmini.
Mi ricordo come all’epoca del toto ministri non si parlasse mai del Ministro dell’Istruzione e tra me pensavo come in Italia a nessuno fregasse niente della ricerca, mentre nelle nazioni più evolute si punta molto su istruzione e innovazione, perché capiscono che sono il traino della crescita economica.
Poi è venuto fuori il nome dell’On. Gelmini, una persona senza la minima competenza, nè esperienza sull’argomento e messa lì dal grande capo (i motivi li sa lui), che gli aveva già affidato il ruolo di coordinatrice di Forza Italia in Lombardia. Lì per lì ero scettico, ma poi mi sono detto che forse era una fortuna che ci fosse qualcuno senza nessun legame con i baroni universitari o con i dirigenti del Ministero (i guardiani del malcostume).
Il Ministro partì bene. Subito un impegno (a parole) per portare la meritocrazia nel mondo accademico, grandi discorsi condivisibili sul nepotismo, sulla proliferazione degli atenei con pochi iscritti, sulla necessità di distinguere le università in base al merito, ecc… Arriva anche il decreto legge del Novembre scorso in cui si è messo per iscritto che una percentuale (almeno il 7%) dei fondi di ricerca sarebbe stata distribuita in base al merito. Poi diversi passi indietro: necessità di tagli consistenti (dopo che Tremonti l’ha messa a cuccia) e di rimandare ogni decisione sull’eliminazione del valore legale della laurea a data incerta. Senza togliere il valore legale al titolo di studio è praticamente impossibile classificare le università per premiare le migliori. I ricorsi al T.A.R. si sprecherebbero e si finirebbe con lo spendere una marea di soldi (ovvero potenziali risorse per la ricerca) in tribunale. Inoltre, visto che almeno il 90% dei fondi (nelle università canaglia oltre il 100%) se ne vanno per pagare il personale, e visto che non si può licenziare, senza un aumento delle risorse, tutto il discorso dell’assegnazione dei fondi in base al merito rimane campato in aria, perché limitato a poche migliaia di euro. Insomma, la Gelmini ha fallito. E’ stata sconfitta dal sistema e sono stato un illuso a pensare che potesse farcela, nonostante le buone intenzioni. In altri termini, L’On. Gelmini conta politicamente come il 2 di briscola e poverina non si può neanche dimettere (chissà se ci ha pensato), perché il grande capo non le perdonerebbe mai il danno di immagine.
Dimenticavo di citare il suo canale su YouTube, che si è rivelato un raccoglitore di insulti e volgarità varie. Tra l’altro, il messaggio inaugurale aveva ricevuto una grande attenzione mediatica, sia per la novità della cosa, sia per l’invito rivolto a chiunque di partecipare alla discussione sulla riforma dell’università lasciando un proprio commento (andate a vedere il risultato di questa ingenuità). Io mi sono fidato della buona volontà del Ministro e le ho scritto un’email, a cui non ho mai ricevuto risposta. Allora le ho scritto una lettera a Gennaio e, dopo un paio di settimane, mi è finalmente arrivata…la ricevuta di ritorno della raccomandata! Vabbè, c’ho provato. A me non piace criticare senza prima offrire la mia disponibilità a discutere e ad aiutare.
Il Ministro è stato invitato all’incontro annuale della Fondazione ISSNAF (Italian Scientist and Scholars of North America Foundation). L’incontro si terrà a Maggio in California e per il Ministro potrebbe essere un’occasione unica di confrontarsi sia con la comunità accademica italiana negli Stati Uniti, sia con i rettori delle università statali della California, un circuito di atenei (tra cui Berkeley e UCLA) che non hanno nulla da invidiare alle università della Ivy League, ma che sono pubblici e seguono regole di bilancio e di organizzazione più simili a quelle delle università italiane. Una novità, visto che in Italia normalmente si prende l’MIT, che ha 10.000 studenti e costa 30.000 dollari all’anno solo di tasse, come esempio da applicare agli atenei italiani con 100.000 studenti o più. Comunque, visto quanto detto sopra, spero che decida di non andare e magari (nei miei sogni) di usare i soldi risparmiati per finanziare la partecipazione di qualche studente di dottorato (secondo me un centinaio ce ne uscirebbero) a conferenze scientifiche.
Dopo le elezioni del 2008 speravo in una supernova che spazzasse via il sistema universitario e creasse un buco nero che risucchiasse per sempre le zozzerie e le muffe accumulate negli anni della Democrazia Cristiana. Con la nomina del Ministro Gelmini ho ridimensionato le mie aspettative e speravo almeno in una cometa per il mondo accademico, che guidasse la transizione verso un sistema moderno, efficiente e meritocratico. Invece, dopo quasi un anno ho capito che mi devo accontentare di una Mariastella cadente, che ha brillato per un po’ nel cupo panorama italiano e ora ha lasciato solo un desiderio di cambiamento, che qualcunaltro dovrà realizzare.
May 15th, 2009 at 6:00 am
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July 6th, 2009 at 5:41 am
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July 14th, 2009 at 6:37 am
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July 28th, 2010 at 11:19 am
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October 13th, 2010 at 11:04 am
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