La scorsa settimana ho finito di leggere “Come mi batte forte il tuo cuore“, la storia del giornalista Walter Tobagi, assassinato da un gruppo terrorista di estrema sinistra il 28 Maggio 1980. Il libro è scritto dalla figlia Benedetta, che racconta la vita del padre utilizzando principalmente gli articoli e gli appunti nell’archivio personale del giornalista, insieme ai ricordi di alcuni amici che lo conoscevano. Lei di ricordi non ne ha, aveva tre anni nel 1980. L’uccisione di Tobagi, come molti fatti di sangue accaduti negli anni di piombo, ha delle zone d’ombra, ma l’autrice, e questo mi è piaciuto, non si addentra nella pericolosa spirale delle illazioni, che troppo spesso popolano i libri sul terrorismo italiano. Un bel libro, che mi ha aiutato ad approfondire la figura di Walter Tobagi. A 33 anni era il presidente dei giornalisti lombardi ed era nel comitato di redazione del Corriere della Sera. L’ho sempre considerato un esempio di come una volta si potesse far carriera anche da giovani, ma non sapevo fosse così bravo. Oltre che giornalista, era anche un esperto della storia del sindacato e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Su di lui avevo già letto il libro di Biacchessi e quello dell’ex capitano dei carabinieri Arlati. Questo è molto meglio.
Christian Rocca, uno dei pochi giornalisti italiani che si toglie il paraocchi prima di scrivere di questioni americane, fa il punto sul presidente Obama per Il Sole 24 Ore.
Dopo aver letto questo articolo di Ainis su La Stampa di oggi, le parole di Bossi sulle elezioni anticipate mi entrano da un orecchio e mi escono dall’altro. Chissenefrega se si vota quando si sa già che verranno eletti gli stessi parlamentari?
Il giornale dei pensionati USA (35 milioni di abbonati) ha inserito le Marche tra i 5 luoghi migliori dove trascorrere la vecchiaia. Ovviamente noi marchigiani lo sapevamo già, ma ce lo siamo sempre tenuto per noi. Maledette fughe di notizie, ci ritroveremo invasi da vecchietti col cappellino da baseball che bevono diet coke!
L’Academic Ranking of World Universities (ARWU) ha rilasciato la classifica delle università per il 2010. Non ci siamo. Nel senso che neanche quest’anno gli atenei italiani compaiono tra le prime 100 posizioni. Però, limitandosi al settore dell’ingegneria e dell’informatica, il Politecnico di Torino si piazza tra la posizione 52 e la 75. Una conferma a quello che penso da qualche anno sulla qualità del Polito.
Qui in USA molti stanno protestando per l’accordo tra Google e Verizon (la più grande compagnia telefonica americana), che permetterebbe alle aziende di pagare per far sì che le loro pagine web, o i loro dati, viaggino più velocemente su internet. Pare anche che darebbe al provider la possibilità di “rallentare” i contenuti online delle aziende che non pagano. Non mi piace per niente. Viva la neutralità della rete!